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Omelia Natività della B.V. Maria - Uta  

Sab, 08/09/2018 - 19:00
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8 settembre - Santa Maria in Uta

Cari fratelli e sorelle, 

è importante interrogarci circa il senso della nostra celebrazione oggi all’ombra di questa bella chiesa dedicata a S. Maria, la madre di Gesù. In primo luogo, ci siamo riuniti per fare Memoria della presenza della Madre di Gesù Figlio di Dio, in mezzo a noi. 

La storia di questa antica chiesa è legata alla fede dei monaci e della gente che qui ha vissuto tanto tempo e che da secoli ha voluto conservare con tenacia la devozione alla Madre del Signore. 

Gli uomini e donne della comunità cristiana antica hanno circondato, come facciamo noi oggi, di venerazione la Madre del Signore.  Noi portiamo in processione e circondiamo di venerazione la Sua immagine, ma sappiamo bene che dobbiamo andare oltre l’immagine, quello che essa rappresenta, la realtà a cui ci richiama: il posto che Maria madre del Signore ha nella vita di Gesù, nella storia della salvezza e nella storia della nostra chiesa locale e Diocesana, nella storia di ciascuno di noi.  Questa festa e questa immagine è memoria della fede di questa comunità di Uta, di tante storie liete e tristi, lacrime e gioia vissute sotto lo sguardo di Maria.

Celebrare questa festa dice il desiderio di conservare la Memoria, di non perdere la propria storia di fede, recuperarla. La memoria è quindi importante, ma importante è anche il nostro presente: noi vogliamo invocare la Madre del Signore per il nostro presente, per la comunità cristiana e civile di Uta, per il nostro cammino personale.

 Con questa liturgia siamo già entrati nella festa della “Natività di Maria”. Cosa stiamo celebrando?  Al di là del percorso storico di questa festa, che unisce la Chiesa di Oriente e Occidente, occorre cercare nella festa della Natività di Maria una profonda verità: la venuta dell’uomo-Dio sulla terra fu lungamente preparata da Dio Padre nel corso dei secoli. La storia dell’umanità fu come un lento e difficile cammino delle condizioni necessarie all’Incarnazione del figlio di Dio.

La devozione cristiana ha voluto perciò venerare le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: la sua Madre, la nascita di essa, la sua concezione, i suoi genitori e i suoi antenati (vangelo: Mt 1,1-16.18-23). Credere nei preparativi dell’incarnazione significa credere nella realtà dell’incarnazione e riconoscere la necessità della collaborazione dell’uomo all’attuazione della salvezza del mondo. La vera devozione a Maria conduce sempre a Gesù: ogni celebrazione mariana culmina nella Messa.

2. Il grande santo dottore, san Pier Damiani, in una delle sue omelie sulla Natività di Maria scriveva: «Oggi è il giorno in cui Dio comincia il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla». La “casa” di cui parla il dottore della Chiesa è la Beata Vergine Maria. Una casa che, aggiunge, è «bella, poiché se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo».

Qualcuno si chiederà se Maria è nata davvero l’8 settembre? La risposta è durante l’anno liturgico diverse date sono legate ad avvenimenti, celebrazione antiche «la Natività si celebra l’8 settembre per ricordare il giorno della dedicazione alla Beata Vergine della basilica di Sant’Anna a Gerusalemme, edificata nel IV secolo nel luogo dove, secondo la tradizione, risiedevano i genitori di Maria, Anna e Gioacchino».

Le notizie dei due sposi e della nascita della loro unica figlia non si trovano nei Vangeli. A parlarne è il Protovangelo di Giacomo, uno dei cosiddetti vangeli apocrifi (cioè non inclusi in alcun canone biblico, l’elenco dei testi contenuti nella Bibbia, riconosciuti come ispirati da Dio e, dunque, sacri) di cui, tuttavia, la tradizione cristiana ha accettato alcune informazioni sulla vita di Maria e dei suoi genitori. Ma, al di là delle notizie sulla famiglia della Vergine, quel che conta davvero è il senso della sua nascita e il significato che assume per i credenti. «Maria fa parte del disegno di salvezza che è nel cuore di Dio. Dopo avere deciso di mandare suo Figlio tra gli uomini, Dio ha pensato a colei che sarebbe stata degna dimora di nostro Signore. Ha scelto Maria, il cui grembo diventa il luogo dove Gesù si incarna dopo che l’annuncio dell’Angelo ha reso possibile nel cuore della Madre questa nascita».

 Lasciandoci guidare dalla Liturgia della Parola, vorrei attingere uno spunto di riflessione dal Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato. Si tratta di un vangelo che a prima ascolto, per noi moderni e un po' lontani dalla sensibilità semitica di duemila anni, può sembrare strano e forse arido. 

La lunga lista dei nomi della genealogia di Gesù e i nomi delle donne presenti (sono donne straniere, la cui vita ai margini, sembra toccate anche dal peccato, eccetto che per Maria madre di Gesù, storia di marginalità, di peccato, eppure, Dio si fa strada anche in mezzo alle difficoltà).  

Tamar, nuora di Giuda, figlio di Giacobbe, rimasta vedova di due dei suoi figli, per avere una discendenza si finge una prostituta ed ha da Giuda un figlio, Fares, che poi obbligò a riconoscere. È Fares citato nella genealogia di Gesù.

Raab, era una prostituta che esercitava la sua professione a Gerico, e che ospitò le spie ebree facendo promettere loro che in cambio della sua accoglienza avrebbe avuta salva la vita lei e la sua famiglia una volta conquistata la città.

Rut, una pagana moabita, dopo aver perso il marito ebreo in terra di Moab, seguì la Suocera in Israele e sposò Booz 

 Betsabea, moglie di Uria l'Hittita, fu adultera a causa di Davide. Da lui nacque il re Salomone. Cosa significano questi riferimenti nella genealogia di Ges? Dio prepara la storia di salvezza, anche scrivendo il bene attraverso i nostri limiti e peccati, la nostra debolezza e miseria.

In ultimo viene citata Maria, “dalla quale nacque Gesù”.  (cfr. 1,16 e Lc 3,23). Non ci sembri strano questo accostamento tra le donne con un passato difficile e la Madre del Signore. La Scrittura vuol dirci che Dio scrive la Sua storia di salvezza in un modo insperato per noi. Anche in questo riferimento a Maria, l’evangelista vuole sottolineare è la sorprendente azione di Dio.  La maternità di Maria avviene in modo sorprendente per opera dello Spirito Santo. Dio sceglie la povertà, l’umiltà per realizzare il suo piano di salvezza. Anche noi siamo in questa prospettiva. Non sentiamoci piccoli o poveri, perché se ci fidiamo di Dio Egli saprà coinvolgerci nel suo piano di salvezza.

In conclusione, fratelli e sorelle, la celebrazione di oggi ci invita a contemplare ancora una volta la storia della salvezza che Dio opera, ma attraverso i lenti tempi umani e attraverso la disponibilità degli uomini e delle donne a collaborare con Lui. Il Signore scrive la storia di salvezza anche servendosi della nostra povera storia di peccatori e si serve della povertà e umiltà come ha fatto con Maria, che ha preparato per essere Sua Madre.

San Francesco di Assisi diceva che anche noi siamo Madri del Signore, quando lo concepiamo con l’ascolto attento della Sua parola e lo generiamo attraverso le buone opere.  Così sia per tutti noi. Amen  +P. Roberto Carboni, vescovo di Ales- Terralba