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Omelia Santa Mariaquas 2018 – Inizio della Visita Pastorale

Sab, 22/09/2018 - 11:41
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Sardara. 17 settembre 2018

Fratelli e sorelle,

a Madre del Signore, Maria, che veneriamo con il titolo di Santa Mariaquas, ancora una volta ci raduna attorno a Lei per invitarci ad ascoltare con attenzione la Parola del Suo Figlio e fare quello che Egli ci dirà. Con Lei facciamo Eucaristia cioè ringraziamento per le “grandi cose” che il Signore ha fatto per noi e ci ha dato iniziando dal dono di sé stesso, il Suo Corpo e Sangue, nella mensa Eucaristica. La celebrazione di stasera aduna tante comunità della Diocesi ed è espressione visibile dell’unità e della varietà della nostra Chiesa Diocesana, ricca di esperienze, tradizioni, storie di fede, ma che infine forma un solo popolo credente adunato in preghiera. Alla celebrazione solenne dell’Eucaristia si uniscono a noi mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri e figlio della comunità cristiana di Sardara; mons. Giampaolo Zedda, anch’egli della nostra diocesi e vescovo di Iglesias; il nostro sempre ricordato mons. Giovanni Dettori, vescovo emerito di questa Diocesi, che ha servito la nostra Chiesa per tanti anni e che oggi ha voluto essere qui per pregare insieme a noi. Ringrazio ciascuno di loro per la presenza che ci onora e da maggior solennità alla nostra celebrazione. La partecipazione di questi Vescovi all’Eucaristia manifesta in modo visibile l’unità, la fraternità e la collaborazione della nostra Chiesa sarda. La celebrazione odierna, oltre a renderci comunità riunita attorno alla mensa del Risorto, è momento privilegiato per ringraziare e lodare il Signore per il dono di Sua Madre Maria all’umanità, quando dalla Croce dice: “Ecco tuo figlio”, presentando ciascuno di noi alla sua materna protezione. A tutto ciò si aggiunge questa sera un motivo speciale di preghiera e lode: l’inizio liturgico, ufficiale, della mia prima Visita Pastorale alla Diocesi.

Come Vescovo sono chiamato a visitare la Chiesa diocesana nelle diverse comunità parrocchiali e nelle molteplici espressioni ecclesiali. È il mio compito e insieme il mio desiderio e la mia gioia: incontrarvi come Popolo di Dio in cammino. Ma qual è lo scopo della Visita? Essa non è anzitutto una manifestazione esterna, ma piuttosto un avvenimento che vuole esprimere l’amore e la sollecitudine di Gesù Buon Pastore per ciascuno di noi. La prima “visita” del Signore ci viene descritta dal vangelo di Luca, quando Maria, con Gesù già nel suo grembo, si mette in cammino per visitare Elisabetta sua parente. Sappiamo dal vangelo come quella presenza viene riconosciuta con esultanza da Giovanni il Battista anch’egli nel seno di sua madre. È dunque Maria la Madre di Gesù che ci porta Gesù e poi è Gesù stesso che si affianca a noi nel nostro cammino. Dalla visita del Signore nessuno è escluso, dato che il Signore conosce il cuore, le fatiche e i limiti di ciascuno di noi, ma il suo amore è più grande e forte di ogni cosa! Egli vuole incontrare tutti. Vi sono tanti uomini e donne, molti giovani, nella nostra diocesi che forse fanno fatica ad avvicinarsi alla Chiesa, a riconoscersi parte della comunità cristiana, a sentirsi a proprio agio con noi credenti, pur avendo ricevuto il battesimo. Dobbiamo tutti metterci in ascolto e dialogo, come ci invita a fare Papa Francesco anche attraverso il prossimo Sinodo di ottobre che ha come tema di riflessione proprio “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale”. Come vescovo mi piacerebbe incontrarli, parlare con loro, ascoltare quello che hanno da dirci. Offrire loro accoglienza e amicizia.

Con semplicità desidero ripetere i gesti di Gesù Risorto, che sulla via di Emmaus si fa compagno di viaggio; come Buon pastore il Signore conduce e si prende cura del suo gregge e infine nell’incontro con Zaccheo Egli si fa commensale e ospite delle nostre case. Desidero affiancarmi al cammino quotidiano di ciascuno di voi e delle vostre comunità cristiane per ascoltare le gioie e le fatiche, le speranze e i problemi di uomini e donne credenti. Cercherò di conoscere meglio la fede e la ricca umanità che c’è nelle comunità della diocesi. Il Signore mi invia a spezzare il pane della Parola di Dio che ci aiuta a discernere e dare significato a quello che viviamo quotidianamente e ci spalanca la prospettiva della vita che Egli ci ha promesso. Insieme dobbiamo riscoprire la centralità di Gesù il Cristo, la Sua Croce gloriosa che è il cuore della nostra fede cristiana. Sarò in mezzo a voi per celebrare l’Eucaristia, dove c’è Gesù vivo e vero. È questo il centro e il culmine della vita cristiana e della vita delle nostre comunità. Perciò sarà significativo trovarsi insieme nel giorno del Signore, la domenica, per fare Eucaristia. Tutti gli altri Sacramenti trovano in essa la sorgente e il modello. Certo, bisogna riconoscere che talvolta le nostre Eucaristie domenicali appaiono stanche e poco partecipate. Non esprimono con convinzione la nostra fede in Cristo e dell’incontro tra noi e faticano a parlare della gioia cristiana e dell’amore che deve esserci tra i credenti e verso tutti. Sì, dobbiamo come cristiani testimoniare più efficacemente l’amore vicendevole, perché altri siamo attratti a conoscere da vicino il Signore che ci ispira. Perdono reciproco, comunione, collaborazione, carità e misericordia sono le realtà che devono animare le nostre comunità. L’appartenenza alla diocesi oltre che alla comunità parrocchiale si manifesta nella capacità di collaborare insieme, di aprirsi agli altri, di uscire dal nostro piccolo ambiente e dalla tentazione del campanile, dal pericolo di chiuderci nel nostro piccolo orto, per sentirci parte della Chiesa diocesana e universale. Sì, dobbiamo sentirci parte della Chiesa universale! Colgo l’occasione di questa nostra preghiera per dar voce al pensiero di molti nell’esprimere con convinzione affetto, obbedienza e ascolto al nostro Santo Padre Francesco spesso oggetto di attacchi e calunnie. La Visita pastorale sarà inoltre occasione per ravvivare lo slancio per la missione. Essa è vocazione insita in quella cristiana. Quello che abbiamo ricevuto dal Signore non possiamo tenerlo per noi: dobbiamo annunciarlo. La vita cristiana è bella e impegnativa; è insieme un dono e un compito per ciascuno di noi. Dobbiamo impegnarci perché la società nella quale viviamo ne sia illuminata.

La Visita Pastorale vuole scendere nella quotidianità: come Vescovo voglio dedicare del tempo a conoscere le nostre comunità parrocchiali, cercando nei limiti del possibile di inserirmi nella vita ordinaria. Ci saranno incontri e colloqui con il parroco e gli altri presbiteri che offrono il loro prezioso servizio nella parrocchia, per raccogliere dalla loro esperienza suggerimenti e indicazioni utili per il cammino della comunità; incontri con gli organismi di partecipazione come il Consiglio Pastorale parrocchiale e quello degli Affari economici, momenti particolari per i giovani, le famiglie, i malati, gli operatori pastorali, le Comunità religiose e le varie Associazioni laicali che arricchiscono la nostra Chiesa dei loro carismi; possibilità di incontri e colloqui personali, secondo un programma che sarà predisposto tenendo conto della specifica realtà. Ci sarà spazio anche per l’incontro con le Autorità civili e militari della comunità che operano per il bene di tutti e verso le quali esprimiamo gratitudine e disponibilità alla collaborazione. Oggi apro ufficialmente la Visita, affidandola alla Madre del Signore, a Santa Mariaquas. Con l’aiuto di Dio inizierò la Visita dalla Forania di Guspini, con le comunità cristiane di Arbus, nel mese di novembre, dopo la celebrazione dei Santi e la commemorazione dei fedeli defunti. Esorto ogni comunità che dovrà attendere la Visita e a quelle che già l’avranno vissuta di sentirsi in sintonia e comunione fra loro. Anche se in alcune comunità la visita sarà tra un anno e più, bisogna arrivarci preparati e sentendosi in comunione con le altre comunità. Camminiamo insieme al Signore con una stessa fede e uno stesso vincolo di fraternità e amore. 

Come prepararsi alla Visita pastorale? L’efficacia della Visita Pastorale nasce dalla grazia di Dio, Padre che dona ogni bene. Per questo dobbiamo chiedere a Lui, nella preghiera, che la predicazione, gli incontri, le celebrazioni arrivino al cuore dei cristiani e portino frutto. Il Signore ci doni il Suo Spirito. Il primo impegno di ciascuna Comunità che deve ricevere la Visita Pastorale è prepararsi con la preghiera per sé stessa e per le altre comunità. Chiedo la preghiera di tutti: dei genitori e dei bambini, degli anziani e dei giovani, degli uomini e delle donne e specialmente delle persone inferme. Insieme pregheremo oggi l’invocazione che ho scritto per la Visita Pastorale e che vi invito a pregare spesso nelle comunità parrocchiali di fronte all’Icona dei Discepoli di Emmaus, pe chiedere l’aiuto e il sostegno del Signore per me e per ciascuno di voi.

Tre sono le icone che ho scelto per guidare e aiutare la meditazione e la preghiera durante la visita: i Discepoli di Emmaus, Zaccheo che riceve Gesù nella sua casa e il Buon Pastore. Sono certo che nelle vostre comunità avrete modo di riflettere e pregare su queste pagine del vangelo. Esse vogliono indicare in primo luogo l’amore che il Signore manifesta nei nostri confronti, avvicinandosi a noi a volte smarriti e ciechi - come i discepoli di Emmaus - per darci modo di riconoscere la Sua presenza. È Lui che scalda il nostro cuore e ci dà speranza per il futuro. La figura di Zaccheo incoraggia ciascuno di noi, anche se talvolta ci sentiamo lontani dal Signore, a cercarlo e invitarlo ad entrare nella nostra vita. Sarà un incontro che ci trasformerà, aprendo i nostri occhi e il nostro cuore. Infine, Gesù Buon Pastore ci parla della misericordia e della pazienza del Signore che ci guida con amore ma anche ci prende sulle spalle quando ci sentiamo soli, abbandonati o siamo smarriti.

Concludendo, fratelli e sorelle, vi invito a metterci tutti in cammino insieme alla Madre del Signore, per vivere la stagione di grazia e l’invito al rinnovamento che rappresenta la Visita pastorale, in modo che la nostra chiesa diocesana ne esca rigenerata, aperta alla speranza, piena di entusiasmo e spinta a testimoniare con gioia e nella carità la propria fede nel Signore Risorto. Amen

+p. Roberto Carboni, vescovo di Ales- Terralba