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Omelia funerale don Antonio Saiu - domenica 22 ottobre 2017

Lun, 23/10/2017 - 18:54
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“È nella fede cristiana nella Resurrezione, ha detto il Vescovo, che noi oggi viviamo la morte di Don Antonio Saiu. Accanto al dolore per la perdita di un sacerdote, di un familiare, proclamiamo la sua e la nostra fede nel Risorto. È stato un sacerdote provato dalla sofferenza, a causa di tante malattie, e che il Signore ha trovato degno di Sé. Ogni volta che viene a mancare una persona da noi conosciuta ci chiediamo quale l’eredità spirituale che essa ci lascia. Questo vale anche per don Antonio che, con la sua vita di sacerdote lascia la sua impronta nei luoghi dove ha servito. Lo ricordiamo come un sacerdote “laborioso e silenzioso”, con tutto ciò che questi due termini implicano ed indicano. Laborioso perché ha vissuto il suo ministero sacerdotale con generosità. Nei compiti a lui affidati, dopo la sua formazione nel Seminario di Villacidro e Cuglieri entra tra i Missionari Saveriani. Serve la sua Congregazione come economo nel Seminario dei Saveriani, passa poi alla diocesi di Como e lavora in parrocchia a Vervio e a Sondrio. La salute non l’ha accompagnato, sin dall’inizio; a causa di gravi problemi respiratori, ha dovuto essere operato con l’asportazione di metà polmone. La sua poca salute lo portò a ritornare in Sardegna e incardinarsi nella nostra Diocesi, esercitando il suo Ministero qui a Gonnosfanadiga nella parrocchia della B.V. di Lourdes, verso cui sentiva particolare vicinanza per la sua grande devozione alla Madre del Signore. Si dedicò anche per certo tempo, nella comunità «Il Cenacolo» di Medjugorje, ad aiutare i giovani con problemi di tossicodipendenza. Sino all’ultimo, con le poche forze che gli rimanevano ha continuato a ricevere gente per la confessione e la direzione spirituale. È stato un sacerdote “silenzioso”. Non amava stare sul palcoscenico, ma dietro le quinte in modo puntuale ed affidabile. Il suo “silenzio” è stato popolato dalla “Parola di Dio”, meditata e vissuta. Ha curato la sua vita spirituale nel silenzio della preghiera, che poi ha tradotto in scelte di vita. Ha contemplato il mistero dell’Eucaristia, lasciandosi abitare e plasmare dalla presenza reale del Signore. Perciò nel momento in cui, con questa celebrazione, diamo il nostro ultimo saluto a don Antonio, ringraziamo lui per il servizio e il dono del suo sacerdozio alla nostra Chiesa. Ringraziamo il Signore per averci dato un sacerdote, che ha parlato a noi con la sua vita integra, con la sua sofferenza, con la sua fede”.

I vescovi emeriti mons. Antonino Orrù e mons. Giovanni Dettori ha fatto giungere a don Salvatore  e alla famiglia la partecipazione al lutto e il conforto della preghiera.

 

Gonnosfanadiga. L’estremo saluto a don  Antonio Saiu nella chiesa della B.V di Lourdes

“Un sacerdote laborioso  e silenzioso nel servizio a Dio e ai fratelli”.

A Gonnosfanadiga il clero diocesano, sotto la presidenza dei vescovi Roberto Carboni e Giovanni Paolo Zedda, e la comunità cittadina hanno dato l’estremo saluto nella chiesa parrocchiale della B.V. di Lourdes al sacerdote don Antonio Saiu, stroncato dall’infarto a 73 anni domenica 22 ottobre scorso. Alla S. Messa di suffragio, in una chiesa luminosa e  gremita come non mai,  preti e laici si sono stretti al fratello sacerdote don Salvatore, al fratello Giancarlo, che l’aveva accolto e assistito amorevolmente dopo il rientro in paese per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, alle sorelle Lidia, .Rosanna , Franca, Maria e Chiara.

La liturgia funebre, accompagnata dai canti eseguiti dal coro parrocchiale, ha registrato la partecipazione di numerosi fedeli di Gonnos e di Villacidro S:Antonio e di  alcuni missionari saveriani, che hanno condiviso per anni l’impegno di evangelizzazione  con don Antonio. Durante l’ omelia mons. Carboni ha sottolineato le caratteristiche spirituali del presbitero gonnese, segnato dall’esperienza della malattia in varie fasi della sua vita.