Omelia per la festa del s. Cuore di Gesù Gonnosfanadiga 23 giugno 2017

Le prime pagine della Bibbia ci sorprendono con la prima domanda che Dio fa all’uomo da lui creato: “Dove sei Adamo " Martin Buber, uno scrittore ebreo, diceva che non ci deve trarre in inganno 1a domanda così semplice di Dio. Dio non ha bisogno di sapere dov'è Adamo, dato che Egli è l'Onnisciente, sa tutto. Dio fa 1a domanda ad Adamo per aiutarlo a rendersi consapevole di dove si trova 1a sua vita, di quale sia 1a sua situazione. Dove sei significa dov'è il tuo mondo? Dio attraverso questa domanda non vuole sapere qualcosa circa il luogo, ma vuole colpire il cuore umano che sfugge che si nasconde a sé stesso. In una parola Dio chiede ad Adamo dov'è il tuo cuore (cioè il tuo interesse, la tua preoccupazione). Come non ricordare qui anche le parole di Gesù: “Dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. Nel contesto della festa del S. Cuore, vorrei parlarvi della “Educazione del cuore”, a cui questa festa ci rimanda, perché parla del cuore di Cristo, ma in definitiva ci invita a guardare anche il nostro cuore. Educazione del cuore è parola che evoca un uscire fuori o condurre da qualche parte, (e-ducere) una operazione quasi maieutica, e comunque che richiede aiuto da parte di qualcuno. Che cosa fanno i genitori se non aiutare il cuore del proprio figlio ad “uscire da sé (egoista) per aprirsi agli altri (altruista)? Un lavoro di educazione che chiede anni, pazienza e umiltà. Come sempre è duplice 1a dimensione dell’educare: rivolta a noi stessi, rivolta a coloro che ci sono affidati. Educare il cuore a “essere umano" nel senso pieno della parola (ricondurlo al progetto di uomo che Dio ha: Dio ha creato 1 'uomo a propria immagine e somiglianza. Dunque nella nostra umanità c’è la fessura attraverso la quale si intravvede Dio, il suo amore, la sua cura per l’uomo. Il nostro cuore è stato fatto da Dio, come il cuore di Gesù di Nazareth. Siamo chiamati dunque a mettere in relazione, accostandoli questi due cuori, che ci rimandano al progetto di uomo e ci fanno anche caprie la “deformazione “ di questo progetto umano a cui stiamo assistendo oggi. Il primo passo che ci esige il cuore di Cristo è quello di educare il nostro cuore ad essere cristiano. Noi stessi sappiano ed avvertiamo come sia difficile fare 1a metanoia: cambio di testa, di orientamento, di scelte. Educare il cuore ad essere cristiano significa renderlo capace di conversione intellettuale (vedere il mondo, se stessi, gli altri, Dio) con gli occhi stessi di Dio, conversione morale (gustare e amare i valori del vangelo) E così alla fine arrivare alla conversione religiosa ( in cui Dio acquista significato per la nostra vita anzi gli dà il significato totale alla stessa vita) Il cuore di Cristo è un cuore "umano e ci chiede di crescere in umanità Lo scandalo dell’incarnazione tocca anche questa dimensione. Dio ama con cuore di uomo, Dio sente. Questo allora, come tutta la dimensione di umanità redenta e assunta da Cristo ci avverte del valore che Dio da alle sue creature. La dignità di cui le ha colmate. b) Un cuore capace di compassione Il vangelo di Luca che ci testimonia la misericordia di Gesù che si concretizza in modo particolare (figlio unico della vedova: Lc 7,13 il padre piangente Lc 8,42; 9,38 ) . Gli afflitti, coloro che soffrono si rivolgono a Lui come a Dio stesso, gridando Kyrie Eleison. Ai peccatori che si vedevano esclusi dal regno di Dio a causa delle durezza 'dei farisei, Gesù proclama vangelo della misericordia infinita. Coloro che trovano posto nel cuore di Dio sono gli uomini che sanno riconoscersi nella profonda verità di sé stessi che sanno vedersi come pecora smarrita, figliol prodigo, dramma perduta. Gesù rende visibile e concreta nella sua persona quella tenerezza che 1' Antico testamento aveva rivelato di Dio. Nella Bibbia sono due i termini. La tenerezza in ebraico ha radice in rahamim viscere, ventre materno. E' 1a stessa tenerezza della madre verso il figlio frutto del suo grembo (1 Re 3,26) Gesù sente muoversi le sue viscere per 1a commozione e compassione ( Mc 6,34 Lc 1141; Mt20,34 ) •Dunque nel cuore umano di Cristo noi ritroviamo i tratti del cuore divino del Padre amore di compassione di tenerezza per le proprie creature. (Sapienza Dio ama ogni cosa t non disprezza niente di quanto ha creato. c) Nel cuore di Cristo 1a gioia e il dolore Nel vangelo noi vediamo come le emozioni di gioia e dolore di Cristo siano legate alla sua missione in modo inscindibile gioia per il peccatore convertito, perché il padre rivela ai piccoli il suo mistero (Lc 10,21) perché vede il cammino di fede degli apostoli. Dolore perché vede 1a durezza di cuore dei farisei e degli scribi, 1a fatica della folla a capire il suo messaggio, l'ottusità dei discepoli nell’'accettare il cammino della croce e nel capire che Servire vuol dire regnare Anche qui possiamo trovare spunto per una riflessione personale. Tn primo luogo la constatazione che 1a dimensione emotiva non è disprezzata dal Signore ma valorizzata. Essa esprime 1a verità interiore a volte più delle stesse parole.AL tempo stesso nell’educazione del cuore verso Cristo noi comprendiamo che gioia e dolore ( per prendere due esempi) vanno messi al loro giusto posto: Che cosa oggi produce gioia in me? Cosa mi felice? Cosa mi fa addolorare? Nel mio ministero che cosa suscita alti e bassi? Spesso possiamo essere tentati di costruirci come uomini senza emozioni e senza espressione affettiva. L' ideale sembrerebbe quello di non avere emozioni. Il vero uomo, 1 'uomo completo, cioè Cristo è capace di accogliere in sé gioia e dolore, le manifesta ma soprattutto essere sorgono dal posto giusto " ( cioè non sono arbitrarie. TI mondo affettivo è legato al mondo dei significati. 12. II cuore di Cristo è un cuore libero Libero nei confronti del potere Non accetta 1a facile lusinga del messianismo terreno. Né le adulazioni di Erode Né gli inviti dei farisei a lasciar stare i peccatori per stare dalla loro " parte. Qualche anno fa uscì un film che fece scandalo L'ultima tentazione di Cristo presentava Gesù tentato dal desiderio di una famiglia umana, dalla vita normale. In qualche modo, oltre alla concessione al botteghino, il film non aveva veramente azzeccato la tentazione di Gesù che più che una vita normale doveva combattere con la tentazione di non percorrere una strada di Obbedienza che non fosse toccata dalla gloria terrena, politica. La grande tentazione di Cristo è quella sulla croce scendi ora, facci vedere cosa sai fare. . manifesta 1a tua potenza b) Libero anche affettivamente. Egli non permette che I ' amore umano possa legarlo a tal punto da impedirgli l’obbedienza alla sua missione (cfr il rapporto di Gesù con Maria di Magda1a: non mi toccare, ma va' dai miei fratelli). Nei confronti della madre che pure Gesù ama di un amore immenso, si mostra con una pedagogia che è 1a stessa che Egli ha accolto nell' Incarnazione spogliò se stesso assumendo al condizione di servo. Gesù spoglia 1a madre di ogni attaccamento e legame, gli fa fare un cammino di espropriazione di sé anche nell'affetto, m sapendo di ritrovarla più vicina a sé nella dimensione della fede. Poiché lo sappiamo, l'affetto ha capacità di ingannare! Ecco, nella festa dedicata dalla liturgia alla contemplazione del cuore di Cristo vediamo allora le dimensioni da fare crescere in noi misericordia, accoglienza, partecipazione reale al dolore e alla gioia e in particolare modo libertà, per poter vivere in pienezza la nostra vocazione di discepoli del Signore. Potremmo dedicare qualche minuto del nostro tempo, nella preghiera, nella meditazione, proprio a mettere il nostro cuore e il cuore di Cristo, cioè tutta la sua persona, a illuminare il nostro modo di agire, pensare, desiderare. Chiediamo al Signore che educhi, trasformi, guarisca il nostro cuore. +Roberto Carboni, vescovo